CANTINA
Le antiche cantine, situate al piano terra della villa in passato appartenuta a Carlo Ludovico di Borbone, sono state recentemente restaurate all’uso originario. Tutti i processi di vinificazione e confezionamento sono svolti in loco. La sala centrale conserva la copertura a botte ed il pavimento in pietra originari ed è utilizzata per le degustazioni. Ad integrazione ed in prossimità di tale spazio è stata progettata una nuova tinaia semipogea, attualmente in corso di realizzazione. La collocazione di tale spazio risultava problematica dalla presenza dell’oliveto a terrazze, piantato secondo una maglia geometrica rigida, che era di particolare fascino architettonico. La strategia di progetto è stata orientata su due fattori:
- mantenere l’oliveto nella sua collocazione;
- interpretare la struttura, lavorando con la griglia geometrica dell’oliveto come matrice progettuale del nuovo manufatto.
Ciò ha comportato la scelta di pensare una struttura semipogea con un tetto vegetale sul quale ricollocare l’oliveto, rispettando la griglia originaria e ricucendo continuità con essa. La forma dell’oggetto è parallelepipeda secondo la maglia geometrica originaria e l’ingresso alla struttura è triangolare, con il sacrificio di sole tre piante di olivo.
Le antiche cantine, situate al piano terra della villa in passato appartenuta a Carlo Ludovico di Borbone, sono state recentemente restaurate all’uso originario. Tutti i processi di vinificazione e confezionamento sono svolti in loco. La sala centrale conserva la copertura a botte ed il pavimento in pietra originari ed è utilizzata per le degustazioni. Ad integrazione ed in prossimità di tale spazio è stata progettata una nuova tinaia semipogea, attualmente in corso di realizzazione. La collocazione di tale spazio risultava problematica dalla presenza dell’oliveto a terrazze, piantato secondo una maglia geometrica rigida, che era di particolare fascino architettonico. La strategia di progetto è stata orientata su due fattori:
- mantenere l’oliveto nella sua collocazione;
- interpretare la struttura, lavorando con la griglia geometrica dell’oliveto come matrice progettuale del nuovo manufatto.
Ciò ha comportato la scelta di pensare una struttura semipogea con un tetto vegetale sul quale ricollocare l’oliveto, rispettando la griglia originaria e ricucendo continuità con essa. La forma dell’oggetto è parallelepipeda secondo la maglia geometrica originaria e l’ingresso alla struttura è triangolare, con il sacrificio di sole tre piante di olivo.

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